Intervento Ricerca-Azione

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Progetto di ricerca-azione destinato al sostegno dell’INNOVAZIONE SOCIALE E INCLUSIONE IN CONTESTI LAVORATIVI

 

DESCRIZIONE PROGETTO:

L’obiettivo dell’azione progettuale che si intende attuare prevede l’integrazione fra due processi tradizionalmente considerati separati: il processo di conoscenza (finalizzato a comprendere e spiegare, in questo caso identificando i problemi da risolvere e le “buone” soluzioni adottate in altri contesti e replicabili/trasferibili nella provincia di Trento, a beneficio degli stakeholder e degli operatori del sistema oltre che dei destinatari finali) e il processo di azione (intervenire per produrre un cambiamento, contribuendo alla risoluzione di problemi esistenti, in questo caso legati alla esclusione sociale e professionale dei soggetti svantaggiati), configurandosi come un “catalizzatore del cambiamento” (Pourtois 1981) e una risorsa per l’apprendimento.

La metodologia della ricerca-azione, volta in generale ad individuare e migliorare una situazione problematica attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori interessati dal problema (inclusi i destinatari finali), è in questo caso specificamente finalizzata a:

– valorizzare i metodi e gli strumenti dell’innovazione sociale per implementare sul territorio trentino modelli organizzativi e gestionali funzionali a migliorare l’occupabilità e l’inclusione negli ambienti lavorativi;

– sensibilizzare il territorio provinciale rispetto alle potenzialità che possono derivare da interventi di innovazione sociale, attraverso l’implementazione di politiche attive innovative e l’elaborazione di linee guida a supporto dei decision makers per il rafforzamento dell’inclusione lavorativa e sociale;

– promuovere il trasferimento e la capitalizzazione delle esperienze di successo, anche a livello internazionale, con particolare riferimento al trasferimento e alla valorizzazione dell’innovazione tecnologica, organizzativa e sociale e potenziare lo scambio di buone pratiche tra organismi pubblici e privati sul territorio, mediante soluzioni adeguate ai nuovi fabbisogni organizzativi in una logica di rete;

– favorire il coinvolgimento della cittadinanza sia nel corso della ricerca-azione (facendo in modo che le persone alle quali saranno indirizzate le azioni progettuali divengano soggetti attivi nella collaborazione con il ricercatore, come tipico della ricerca-azione), sia negli eventi di disseminazione dei risultati del progetto, attraverso approcci partecipativi, sostenendo un positivo allineamento con i bisogni dei cittadini e delle istituzioni.

 

Per raggiungere i risultati attesi, la ricerca-azione dovrà in primo luogo identificare, con il supporto degli attori locali riuniti nel Tavolo di condivisione e di regia, i principali problemi rilevabili in provincia di Trento, i target a rischio di esclusione lavorativa e l’attenzione specifica su donne e uomini adulti espulsi dal mercato o a rischio di esclusione che rappresentano il target su cui risulta più opportuno intervenire per produrre a livello locale un miglioramento attraverso il trasferimento di buone pratiche di innovazione sociale individuate a livello europeo, modellizzate in funzione degli specifici fabbisogni provinciali, sottoposte a sperimentazione, valutate nei loro effetti e definitivamente validate con il supporto del sistema degli attori locali, in modo da assicurarne la fattiva adottabilità nel territorio trentino.

Il progetto “Innovazione sociale e inclusione in contesti lavorativi” si articola in due fasi – ricerca e azione – tra loro sequenziali ma correlate. Le due fasi presentano obiettivi specifici differenti (nel primo caso la conoscenza dei problemi da affrontare e delle possibili soluzioni adottabili, nel secondo la produzione di un cambiamento nel contesto di riferimento mediante la sperimentazione di modelli nuovi), ma condividono l’obiettivo comune di sviluppare sul territorio provinciale esperienze innovative efficaci nel promuovere l’inclusione sociale e lavorativa dei soggetti svantaggiati.

 

La prima azione (RICERCA) prevede la costituzione, ad opera della Provincia Autonoma di Trento, di un Tavolo di lavoro che vedrà la partecipazione non soltanto di referenti istituzionali, ma anche di stakeholder locali di natura “operativa” che possano in qualche modo accompagnare e indirizzare la realizzazione della ricerca-azione assieme al RTI.

 

La seconda fase (AZIONE) ha come obiettivo  quello di sperimentare modelli finalizzati a

ridurre la precarietà professionale e il personale “senso di insicurezza” delle persone (dunque, migliorare anche la “qualità della vita”) attraverso la messa a punto e la sperimentazione di strumenti, modelli organizzativi e metodologie innovative in grado di offrire soluzioni diverse da quelle fin qui messe a disposizione. Ciò implica, da un lato, migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi già offerti a livello provinciale creando le condizioni per una maggiore creatività e flessibilità nell’utilizzo e nella combinazione delle risorse e degli strumenti disponibili. Dall’altro, implica accrescere la produttività del target di riferimento incrementando contestualmente il senso di appartenenza.

I target ai quali si è condiviso di dedicare una particolare attenzione sono:

– Lavoratori adulti con ricorrenti crisi occupazionali, con contratti a tempo determinato e/o interinale, con livello di qualificazione media, con gap di competenze, sia tecnico professionali che trasversali;

– Donne adulte, con scarsa professionalità e qualificazione (alta frequenza di occupazioni temporanee di breve durata e a carattere stagionale, collocate nell’area dei lavori a basso contenuto professionale, soggette a forte variabilità ciclica, ecc.).

 

Azioni integrate potranno rafforzare, in particolare, la loro posizione professionale favorendone il passaggio verso forme diverse di lavoro, considerando anche l’opportunità di un lavoro autonomo e imprenditoriale, in grado di valorizzare meglio le loro competenze e di consentire ulteriori sviluppi professionali, secondo un progetto realistico e coerente con i rispettivi vissuti personali e professionali.

 

MATERIALI DI PROGETTO:

 

  1. TAVOLI DI CONDIVISIONE E DI REGIA:

PRIMO TAVOLO

SECONDO TAVOLO

TERZO TAVOLO

PAT TRENTO: analisi di contesto

PAT TRENTO: buone pratiche

 

  1. VISITA DI STUDIO IN NORVEGIA